La moodboard del matrimonio: come farla perché i fornitori la capiscano
La moodboard è una tavola di immagini che mostra l'atmosfera del matrimonio, cioè colori, materiali, luce e fiori, non una raccolta di tutto quello che vi piace. Funziona se è corta e coerente: una pagina sola, di solito dieci-quindici immagini scelte, i colori in campioni e le parole chiave della coppia. Prima di mandarla ai fornitori, togliete ogni immagine che avrebbe bisogno di una spiegazione.

Una moodboard senza sposa
Un calice di rosato appoggiato su un muretto di pietra, un ramo d'ulivo con le olive ancora verdi, un ritaglio di lino color avena. A volte la moodboard più chiara che si possa portare a un fiorista non contiene neanche una sposa. Contiene un'atmosfera: i colori, i materiali, la luce, il modo in cui volete che si senta la vostra festa.
La parola viene dall'inglese, «mood» vuol dire stato d'animo, e in italiano la potremmo chiamare tavola delle ispirazioni: un foglio, di carta o sullo schermo, con le immagini che raccontano il vostro matrimonio prima che esista. È il passo che viene subito dopo il concept, le tre parole che descrivono la festa: la moodboard le rende visibili.
Curare, non accumulare
L'errore più comune è la bacheca infinita: centinaia di foto salvate in mesi di sere sul telefono, con dentro tutto e il contrario di tutto. Un fornitore che la riceve non sa da dove cominciare, e finisce per scegliere lui. La moodboard serve a togliere, non ad aggiungere.
La regola che uso è questa: una pagina sola, che si capisce in dieci secondi. Di solito bastano dieci, quindici immagini. Se due foto dicono la stessa cosa, se ne tiene una; se una foto ha bisogno di una spiegazione («mi piace solo il nastro, non i fiori»), si toglie, oppure si ritaglia solo il nastro.

Cosa metterci dentro
- Un'immagine àncora, al centro o in alto: quella che riassume tutto. Le altre le girano intorno.
- I colori in campioni, tre più i neutri, come quadratini pieni: un colore descritto a parole («verde salvia») ognuno lo immagina diverso. Per sceglierli c'è la guida alla palette.
- I materiali e le texture: lino, vetro, legno chiaro, pietra, ceramica. Contano quanto i fiori.
- La luce: una foto al tramonto, una di sera con le candele. Dice a tutti a che ora vive la vostra festa.
- Immagini che non sono di matrimoni: un vestito, l'angolo di una casa, un paesaggio, un piatto. Spesso spiegano più di cento tavolate già viste.
- Le vostre parole, scritte in un angolo, piccole.
Sì: un rametto d'ulivo, una tovaglia di lino stropicciata, un muro di calce al tramonto, una candela nel vetro. Meglio di no: sei composizioni floreali diverse, tutte bellissime e tutte di stagioni diverse, più un abito da sposa che non è il vostro.
Una moodboard che parla ai fornitori
Ogni fornitore la guarda con occhi diversi, ed è giusto così. Il fiorista cerca colori, forme e stagione; la tipografia caratteri, carta e colori; il fotografo la luce e lo stile; chi allestisce i materiali e le altezze. Per questo conviene una sola tavola comune, uguale per tutti, e magari un foglio in più per ciascuno, con i dettagli che riguardano solo lui.
Due controlli, prima di mandarla:
- La stagione. Se nella moodboard ci sono peonie e vi sposate a settembre, meglio saperlo subito: il fiorista vi proporrà un fiore che ne ricordi la forma e il colore. Le stagioni dei fiori sono nella guida ai fiori di stagione.
- Il luogo. Le immagini devono stare bene accanto a quello che c'è già: in masseria il bianco dei muri, la pietra calcarea dei muretti a secco, il verde argento degli ulivi di Coratina, la luce del tramonto sulla collina. Una moodboard tutta velluti blu e specchi dorati, qui, litigherebbe con il paesaggio.
Un documento vivo, ma fedele
La moodboard cambia nei mesi: arriva un tessuto che non conoscevate, il fiorista propone un fiore migliore. Va bene aggiornarla, purché ogni novità resti fedele alle parole di partenza. Se un'immagine nuova vi piace ma tira da un'altra parte, mettetela in una cartella a parte: se tra due settimane vi piace ancora e c'entra, entra.
Le immagini migliori, spesso, le scattate voi. Quando venite a vedere i luoghi, fotografate i dettagli che vi colpiscono: la pietra, il verde, una finestra, un angolo d'ombra. Chiedeteci una visita in masseria e portate il telefono carico. Da lì si passa alla tavola e alla carta: con una buona moodboard sono decisioni molto più veloci, per voi e per chi lavora con voi.
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