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Tenuta Montevitolo / Il quaderno / Matrimoni
Matrimoni
4 minuti di lettura
Mariagiulia Alicino
Wedding planner, stile e allestimenti

Il coordinato grafico del matrimonio: dall'invito al menu, una sola voce

In breve

Il coordinato grafico è l'insieme degli stampati del matrimonio disegnati con la stessa grafica: partecipazione e invito, libretto della cerimonia, menu, segnaposto, segnatavoli, tableau e cartelli. Funziona se si sceglie poco e lo si ripete: una carta, due caratteri, un segno. Partecipazioni e inviti si preparano per primi, menu e tableau per ultimi, dopo le conferme degli invitati.

Una piccola bottiglia incartata con carta e spago accanto a un tovagliolo di lino, a tavola
La bomboniera al posto di ogni invitato

Il bianco ruvido di una carta di cotone

Il bianco un po' ruvido di una carta di cotone, coi bordi sfrangiati come se fosse stata strappata a mano, e sopra un rametto d'ulivo disegnato con un tratto sottile. Gli invitati incontrano il vostro matrimonio così, mesi prima della festa: dentro una busta. Ed è il primo posto dove si capisce se tutto il resto racconterà la stessa cosa.

Il coordinato grafico è l'insieme degli stampati del matrimonio disegnati con la stessa grafica. Somiglia alla voce di una persona, che si riconosce al telefono prima ancora che dica il suo nome: gli stessi colori, gli stessi caratteri, lo stesso segno, dalla partecipazione al cartello che indica la pista.

Cosa comprende

  • Partecipazione e invito. La partecipazione annuncia le nozze; l'invito, spesso un cartoncino a parte, chiama alla festa. Molte coppie oggi li uniscono in un solo foglio.
  • Il libretto della cerimonia, se volete accompagnare gli invitati tra letture e promesse.
  • Il menu, uno per coperto o uno per tavolo.
  • Segnaposto e segnatavoli: il nome al posto, il numero o il nome del tavolo.
  • Il tableau, il cartellone che dice a ognuno dove sedersi: ne ho scritto nella guida a tableau e segnaposto.
  • I cartelli: il benvenuto, le direzioni, l'angolo delle bomboniere, il buffet dei dolci.
  • I biglietti delle bomboniere, che chiudono il cerchio.

Non serve averli tutti. Meglio pochi pezzi curati che dieci cartoncini diversi sparsi per la sala.

Una carta, due caratteri, un segno

È la regola che vi lascio, ed è facile da ricordare. Una carta: la stessa per inviti e menu, così anche al tatto gli invitati ritrovano la vostra festa. Due caratteri: uno più espressivo per i nomi e i titoli, anche un corsivo, e uno semplice e leggibile per tutto il resto. Un segno: un piccolo disegno che torna ovunque, un ramo d'ulivo, un limone, la sagoma di Castel del Monte che si vede all'orizzonte, le vostre iniziali.

I colori vengono dalla palette del matrimonio, il tono dalle parole del concept. Se la vostra festa è «luminosa, lenta, di famiglia», un invito pieno di ori, specchiature e caratteri gotici racconta un'altra storia.

Sì: carta avorio di cotone, nomi in un corsivo morbido, testi in un carattere pulito, un rametto d'ulivo verde salvia su ogni pezzo. Meglio di no: un invito con quattro caratteri diversi, un menu su carta lucida e segnaposto di un terzo colore scelto all'ultimo momento.

Lunghe tavolate bianche apparecchiate nella corte
Le tavolate, prima degli ospiti

Leggibile prima che bello

La carta più elegante non serve a niente se i nomi non si leggono. Qualche controllo pratico:

  • Il contrasto: testo scuro su fondo chiaro. Il grigio chiaro su avorio, di sera, sparisce.
  • Le dimensioni: il menu si legge a tavola, il tableau da un paio di metri, i cartelli da più lontano ancora.
  • Il corsivo con misura: bello per un nome, faticoso per un menu intero, soprattutto per i nonni.
  • Il vento: all'aperto, in collina, i cartoncini leggeri volano. Meglio una carta di buon peso, cartelli fissati bene, menu fermati sotto il piatto o legati al tovagliolo.
  • L'essenziale sull'invito: data, ora, luogo, a chi rispondere ed entro quando. Il resto può stare altrove.

Quando si prepara

Il coordinato non si stampa tutto insieme. Partecipazioni e inviti partono per primi: di solito due o tre mesi prima, anche prima se molti invitati arrivano da lontano e devono organizzare il viaggio. Chiedete subito alla tipografia i tempi di lavorazione: la stampa in rilievo, la carta fatta a mano o la calligrafia chiedono settimane. Menu, segnaposto e tableau si stampano per ultimi, dopo le conferme e dopo che il menu è chiuso.

Una parte, oggi, viaggia sul telefono. In masseria ogni coppia ha un'area riservata e un'app per gli invitati: ognuno riceve un link personale, da mandare su WhatsApp, e conferma da solo, con diete, allergie e richiesta della navetta. Sull'invito di carta, allora, basta una riga che dica come rispondere: la carta resta il ricordo, il link fa il lavoro.

Se state ancora cercando la data, la grafica può aspettare, i giorni liberi no: scriveteci il periodo che avete in mente. E per vedere come la carta arriva sulla tavola, accanto a fiori e candele, c'è la guida alla tavola del matrimonio.

Fonti
  1. L'esperienza della famiglia Alicino con i matrimoni in masseria · Tenuta Montevitolo · novembre 2026
  2. Dati aziendali confermati dalla famiglia Alicino · Tenuta Montevitolo · settembre 2026

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