Le tradizioni del matrimonio in Puglia: storia e significato delle usanze
Tra le usanze più diffuse del matrimonio in Puglia ci sono la serenata alla sposa la sera prima delle nozze, il corredo preparato negli anni dalle donne di casa, i confetti in numero dispari e il dono in busta agli sposi; molte feste, oggi, si accendono anche delle luminarie, nate per le feste dei santi patroni. Cambiano da paese a paese e da famiglia a famiglia, e raccontano un mondo contadino in cui le nozze riguardavano tutta la comunità.

Quando le nozze erano di tutto il paese
Chi ha qualche anno se lo ricorda: un matrimonio, in un paese pugliese, non restava mai dentro una casa. Le vicine aiutavano a preparare, i parenti arrivavano dalle campagne, i bambini correvano tra i tavoli e la notizia girava di portone in portone settimane prima. Le nozze erano un fatto della comunità, non solo di due famiglie.
Molte delle usanze che sentiamo ancora raccontare nascono da lì. Non sono regole scritte da qualche parte: sono gesti che si ripetevano perché avevano un senso per chi li faceva, e che ogni paese, a volte ogni famiglia, ha piegato a modo suo. Per questo, quando ne parliamo, preferiamo dire «in molte famiglie» piuttosto che «in Puglia si fa così».
La serenata, la sera prima
Una chitarra, qualche voce, una finestra che si illumina. In molte famiglie del Sud, la sera prima delle nozze lo sposo arriva sotto casa della sposa con gli amici e qualche musicista, e le canta la serenata. Lei si affaccia e ascolta; spesso la famiglia di lei apre il portone e offre da bere e qualcosa di dolce a tutti.
Il significato è semplice e bello: lo sposo dichiara davanti a tutti, ad alta voce, quello che il giorno dopo dirà in chiesa o davanti al sindaco. È anche un saluto alla casa in cui la sposa è cresciuta, l'ultima sera da figlia sotto quel tetto.
Il corredo, cucito negli anni
Il corredo si cominciava presto, a volte da bambine. Lenzuola, tovaglie, asciugamani, con le iniziali ricamate a mano, messi da parte un pezzo alla volta dalle madri e dalle nonne e custoditi nella cassapanca. In molti paesi, prima delle nozze, lo si mostrava a parenti e vicine.
Era una ricchezza vera, in un tempo in cui la stoffa costava e il lavoro delle mani valeva molto. Ma era anche un modo per dire che la nuova casa sarebbe stata accogliente: un letto in ordine, una tavola apparecchiata per chi bussava. Oggi in tante famiglie resta almeno un pezzo, una tovaglia o un fazzoletto, passato di madre in figlia.

Confetti dispari e la busta
Sui confetti in Italia si discute poco: si danno in numero dispari, di solito cinque, perché il dispari non si può dividere a metà, come gli sposi. Ai cinque confetti molte famiglie legano cinque auguri: salute, prosperità, felicità, figli e lunga vita.
Nel Sud è molto diffuso anche il dono in denaro, in una busta, al posto del regalo. Chi viene da fuori a volte lo trova strano, ma la ragione è antica e concreta: aiutare due ragazzi a cominciare, a mettere su casa. In molte famiglie la busta è anche un filo tra parenti e amici, che si dà e si riceve nel corso degli anni, matrimonio dopo matrimonio.
Le luminarie, dalla festa del santo alla festa di nozze
Le luminarie sono nate per le feste dei santi patroni: archi e facciate di luce montati sopra le strade dei paesi, accesi per i giorni della festa, con la banda in piazza e le bancarelle. Da qualche anno sono entrate anche nei matrimoni, e si capisce perché: portano dentro una festa privata l'allegria della festa di paese, quella che tutti, da bambini, abbiamo aspettato per un anno intero.
Da noi la cena si fa spesso nella Corte Grande, proprio tra le luminarie e il trullo. Mariagiulia racconta come si usano in le luminarie pugliesi al matrimonio.
Cosa volevano dire
- La serenata: una promessa detta in pubblico, la sera prima.
- Il corredo: il lavoro paziente delle donne di casa, e una casa pronta ad accogliere.
- I confetti dispari: un'unione che non si divide.
- La busta: un aiuto concreto a chi comincia, tra famiglie che si conoscono.
- Le luminarie: la festa del paese che entra nella festa di due persone.
Le usanze somigliano ai muretti a secco che dividono i campi della Murgia: nessuno ricorda chi ha messo la prima pietra, ma ogni generazione ne rimette a posto qualcuna, e così restano in piedi. Se state per sposarvi e in famiglia c'è un'usanza a cui tenete, raccontatecela quando ci scrivete: ci piace sapere da dove vengono le persone che accogliamo.
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