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Tenuta Montevitolo / Il quaderno / Territorio
Territorio
4 minuti di lettura
Saverio Alicino
Custode della storia di famiglia

Muretti a secco e trulli: l'arte della pietra della Murgia

In breve

I muretti a secco e i trulli si costruiscono senza malta, incastrando una sull'altra le pietre calcaree tolte dai campi per poterli coltivare. L'arte dei muretti a secco è dal 2018 patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO, con una candidatura di più Paesi tra cui l'Italia, e i trulli di Alberobello, in Valle d'Itria, sono patrimonio dell'umanità dal 1996. Tenuta Montevitolo non è in Valle d'Itria ma sulla Murgia del nord barese, ad Andria, e nella sua corte c'è un trullo.

La cena di notte nella corte, col trullo e le luci
La cena sotto le luci, col trullo

Prima di arare, togliere le pietre

Chi ha zappato un campo sulla Murgia lo sa: la terra qui è generosa, ma piena di pietre. Ogni volta che si ara, ne viene fuori qualcuna, bianca, spigolosa. Per secoli i contadini le hanno tolte una per una, a mano, e le hanno messe da parte ai bordi del campo.

Da quei mucchi di pietra sono nati i muretti a secco, che oggi disegnano la campagna pugliese come le righe di un quaderno. Sono il segno più semplice e più diffuso del lavoro dell'uomo su questa terra: nessuno li ha progettati, e nessuno saprebbe dire quanti chilometri ce ne siano.

Un muro senza malta

«A secco» vuol dire senza malta, senza cemento, senza niente che tenga insieme le pietre se non il loro peso e il modo in cui sono incastrate. Di solito si alzano due facce di pietre più grandi, ben scelte, e lo spazio in mezzo si riempie con le pietre più piccole. Il muro si restringe un po' verso l'alto, e in cima si chiude con pietre piatte.

Sembra semplice, ma è un sapere che si impara solo guardando chi lo sa fare e sbagliando molte volte. Ogni pietra va girata, provata, a volte scartata. Un muretto ben fatto lascia passare l'acqua, resiste al vento e al gelo, dà riparo a piccoli animali e piante, e si ripara togliendo e rimettendo le pietre che si sono mosse.

L'UNESCO e l'arte dei muretti a secco

Nel 2018 l'UNESCO ha iscritto «l'arte dei muretti a secco, conoscenze e tecniche» nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. La candidatura era di più Paesi insieme, Italia compresa, perché questo modo di costruire si trova in tante campagne d'Europa e del Mediterraneo.

Il riconoscimento non riguarda un muro in particolare, ma il sapere che sta dietro: le mani, l'occhio, la pazienza. È una differenza importante. Vuol dire che quello che va protetto non sono solo le pietre, ma le persone che sanno ancora metterle insieme.

Le luminarie accese la sera sopra la festa
Le luminarie, la sera

I trulli: case di pietra con il tetto a cono

Con la stessa tecnica, in Puglia, sono nati i trulli. Sono costruzioni di pietra a secco con il tetto a cono, fatto di anelli di lastre di calcare sovrapposti che si stringono man mano che salgono, fino a chiudersi in cima. Sono l'immagine della Puglia più conosciuta nel mondo.

  • I muri sono spessi, di pietra a secco: d'estate tengono il fresco, d'inverno il calore.
  • Il tetto è un cono di lastre di calcare, le «chiancarelle», messe una sull'altra senza malta.
  • In cima c'è spesso un pinnacolo di pietra lavorata, diverso da trullo a trullo.
  • Le aperture sono poche e piccole, come nelle case di campagna di una volta.

I più famosi sono quelli di Alberobello, patrimonio dell'umanità UNESCO dal 1996, dove interi quartieri sono fatti di trulli. Alberobello è in Valle d'Itria, nel sud-est della provincia di Bari. Noi siamo da un'altra parte: sulla Murgia del nord barese, nelle campagne di Andria. Anche qui, però, la pietra a secco ha dato forma a ricoveri e piccole costruzioni di campagna, parenti stretti dei trulli più celebri.

Il trullo nella nostra corte

Nella Corte Grande della masseria c'è un trullo. È lì, con il suo cono di pietra, a ricordare a tutti da dove veniamo: da una terra in cui si costruiva con quello che si toglieva dai campi. La sera, quando la corte si apparecchia per una cena e si accendono le luci, il trullo diventa il punto verso cui si girano tutti gli sguardi; chi vuole vedere com'è una festa sotto quel cono di pietra trova qualcosa in i matrimoni in masseria.

Se vi fermate da noi, fate due passi lungo i muretti tra gli uliveti e guardateli da vicino: ogni pietra è stata scelta da una mano. Il resto della masseria vi aspetta in la tenuta, e il paesaggio che la circonda in l'Alta Murgia.

Fonti
  1. Art of dry stone walling, knowledge and techniques (2018) — Patrimonio culturale immateriale · UNESCO
  2. The Trulli of Alberobello (1996) — Patrimonio dell'umanità · UNESCO
  3. Dati aziendali confermati dalla famiglia Alicino · Tenuta Montevitolo · settembre 2026

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