L'Alta Murgia: pietra, pascoli e masserie
L'Alta Murgia è un altopiano di roccia calcarea nell'entroterra della Puglia centrale, tra la provincia di Bari e quella di Barletta-Andria-Trani: un paesaggio carsico di pascoli, campi di grano, muretti a secco, masserie e jazzi, i recinti in pietra per le greggi. Dal 2004 buona parte è protetta dal Parco nazionale dell'Alta Murgia, che comprende anche Castel del Monte; i terreni della Tenuta Montevitolo, ad Andria, toccano il Parco.

Un mare di pietra, lontano dal mare
Salendo da Andria verso l'interno, a un certo punto il paesaggio cambia. Gli uliveti si diradano, i campi si allargano, la terra si fa più chiara e lascia affiorare la roccia. Il vento non trova ostacoli. Le distanze sembrano più grandi di quello che sono. È la Murgia, e chi ci arriva per la prima volta spesso resta in silenzio un momento.
Il mare non è lontanissimo, eppure qui sembra un altro mondo: un altopiano aperto, fatto di pietra e di erba, con le masserie sparse come isole. Noi ci viviamo sul bordo, a circa 340 metri di altitudine, e i terreni della tenuta toccano il Parco nazionale.
Calcare: la roccia che beve l'acqua
Tutta la Murgia è fatta di roccia calcarea. È una pietra che l'acqua scioglie lentamente, nel corso di tempi lunghissimi, e questo ha disegnato un paesaggio che i geologi chiamano carsico: la pioggia non forma fiumi, ma sparisce nella roccia, apre fessure, grotte, avvallamenti.
Per chi ci viveva, questo voleva dire una cosa sola: l'acqua andava raccolta. Per questo ogni masseria aveva le sue cisterne, e per questo qui ogni goccia di pioggia è sempre stata guardata con rispetto. Il calcare, però, dà anche suoli che le vigne amano: le nostre crescono su terreni calcarei, e l'escursione tra il giorno e la notte dà freschezza ai vini.
Pascoli, greggi e jazzi
Per secoli l'Alta Murgia è stata soprattutto terra di pascolo. Le greggi di pecore erano la sua ricchezza, e il paesaggio porta ancora i segni di quella vita. I più tipici sono gli jazzi: recinti di pietra a secco, spesso con un ricovero coperto, dove le greggi passavano la notte. Di solito si costruivano su un pendio riparato dal vento, perché gli animali stessero all'asciutto e al riparo.
Camminando per la Murgia, ancora oggi, si incontrano:
- i pascoli, ampie distese d'erba bassa e di pietra, dove fioriscono specie che si trovano solo in ambienti come questo;
- i muretti a secco, che dividono i campi e seguono il terreno per chilometri;
- gli jazzi, spesso accanto alle masserie, a volte isolati;
- le masserie, aziende agricole di pietra, alcune ancora vive, altre in rovina;
- i piccoli ricoveri di pietra dei contadini, parenti di campagna dei trulli;
- Castel del Monte, su una collina, visibile da lontano.

Il Parco nazionale dell'Alta Murgia
Nel 2004 è stato istituito il Parco nazionale dell'Alta Murgia, per proteggere questo paesaggio e chi lo abita: le piante dei pascoli, gli uccelli, le masserie, i muretti, gli jazzi. Comprende diversi Comuni delle province di Bari e di Barletta-Andria-Trani, Andria compresa, e dentro i suoi confini sorge anche Castel del Monte.
Un parco, qui, non è un recinto chiuso. È un territorio in cui si continua a coltivare, ad allevare, a vivere, cercando di non rovinare quello che le generazioni prima di noi hanno lasciato. È lo stesso spirito con cui la nostra famiglia coltiva la terra con metodo biologico dal 1992.
La Murgia vista da casa nostra
Dalla masseria la Murgia si vede in tutte le stagioni. D'inverno è verde e brulla insieme; a primavera si riempie di fiori; d'estate diventa color paglia sotto una luce fortissima, e la sera porta un'aria che scende dalle colline. All'orizzonte, sempre, la sagoma del castello.
Se volete conoscerla, cominciate da una camminata e finite da noi, tra le vigne e gli uliveti della tenuta. E se vi incuriosisce la pietra che tiene insieme tutto questo paesaggio, leggete muretti a secco e trulli.
- Parco nazionale dell'Alta Murgia · Ente Parco nazionale dell'Alta Murgia
- Castel del Monte — Patrimonio dell'umanità · UNESCO
- Dati aziendali confermati dalla famiglia Alicino · Tenuta Montevitolo · settembre 2026