Pubblicazioni di matrimonio: tempi, documenti e quando chiederle
Le pubblicazioni si chiedono all'ufficiale di stato civile del Comune di residenza di uno dei due sposi e restano affisse all'albo pretorio online per almeno 8 giorni. Il matrimonio si può celebrare dal quarto giorno dopo la fine della pubblicazione ed entro 180 giorni, altrimenti vanno rifatte. Di solito bastano un documento d'identità e alcune autocertificazioni; per stranieri, precedenti matrimoni o minori il Comune indica cosa serve in più.

Il problema: le date, in tutte e due le direzioni
Ogni anno c'è una coppia che mi chiama a tre settimane dal matrimonio: «Ma le pubblicazioni si fanno ancora?». Sì, si fanno. E hanno una scadenza da tutte e due le parti: né troppo tardi, né troppo presto. Vediamo i numeri, che sono pochi e scritti nella legge.
Cosa sono e dove si chiedono
Le pubblicazioni sono l'annuncio ufficiale che due persone intendono sposarsi. Servono a far emergere eventuali impedimenti prima delle nozze e sono obbligatorie sia per il matrimonio civile sia per quello religioso con effetti civili (articoli 93 e seguenti del codice civile). Si chiedono all'ufficiale di stato civile del Comune dove risiede almeno uno dei due. Se abitate in due Comuni diversi, l'atto viene pubblicato in entrambi.
I tempi, con i numeri della legge
- Almeno 8 giorni di affissione all'albo pretorio online del Comune (DPR 396/2000, art. 55).
- Dal quarto giorno dopo la fine della pubblicazione ci si può sposare: prima no (art. 99 c.c.).
- Entro 180 giorni: se il matrimonio non si celebra in questo tempo, la pubblicazione si considera come non fatta e va rifatta (art. 99 c.c.).
Tradotto: tra la richiesta e il primo giorno utile passano almeno un paio di settimane, contando l'appuntamento all'ufficio e i tempi del Comune. E farle troppo presto non conviene: oltre sei mesi prima, scadono prima del sì.
La regola che diamo a tutte le coppie: chiamate il Comune tre mesi prima e fate le pubblicazioni tra due mesi e un mese prima del matrimonio. Resta il margine per un documento che manca, senza rischiare la scadenza. Per motivi gravi la legge prevede anche la riduzione dei termini, ma è un'eccezione, non una scorciatoia: se pensate di averne bisogno, chiedete all'ufficio.

I documenti
Nella gran parte dei casi oggi bastano un documento d'identità valido e alcune autocertificazioni (nascita, residenza, cittadinanza, stato libero), che il Comune verifica da sé. Alcuni uffici chiedono anche una marca da bollo o altri dati già in quella sede. Ogni Comune ha la sua modulistica e i suoi orari: guardate il sito dell'ufficio di stato civile, oppure telefonate.
Poi ci sono i casi in cui serve qualcosa in più, e lì è il Comune a dirvi esattamente cosa:
- uno dei due è straniero o vive all'estero;
- uno dei due ha un matrimonio o un'unione civile precedente, sciolti;
- uno dei due è minorenne.
Altro Comune, o matrimonio in chiesa
Capita spesso: si vive a Milano e ci si sposa in Puglia, magari nelle campagne della Murgia dove sono cresciuti i nonni. Le pubblicazioni si fanno comunque nel Comune di residenza; poi quell'ufficio delega il Comune dove si celebra il matrimonio (art. 109 c.c.). È un passaggio tra uffici, ma va chiesto per tempo: ditelo già al primo appuntamento. Per un rito civile alla masseria, che è Casa Comunale del Comune di Andria, chi non risiede ad Andria fa le pubblicazioni a casa sua e la delega va al Comune di Andria.
Se vi sposate in chiesa e volete che il matrimonio valga anche per lo Stato (il cosiddetto matrimonio concordatario), le pubblicazioni si fanno sia in parrocchia sia in Comune. Il parroco vi spiega i passaggi e i tempi; voi non saltate la parte civile pensando che basti quella religiosa.
Cosa non fare
- Non presentatevi con la carta d'identità scaduta: è la prima cosa che chiedono.
- Non fatele sette mesi prima «per togliervi il pensiero»: scadono.
- Non contate su un appuntamento per domani: in primavera gli uffici sono pieni.
- Non confondete pubblicazioni e celebrazione: sono due momenti diversi, anche quando il Comune è lo stesso.
Con le carte a posto, il resto è festa. Se state ancora scegliendo dove, scriveteci la data; se vi serve la scaletta della giornata, eccola: il programma, ora per ora.
- Codice civile, Libro I, Titolo VI: artt. 93-101 (pubblicazioni e celebrazione del matrimonio) · Normattiva
- D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 — Ordinamento dello stato civile (art. 55, durata delle pubblicazioni) · Normattiva
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